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Lande percorse. La grande guerra

4.45 su 5 in base a 11 valutazioni del cliente
(11 recensioni dei clienti)

Epic fantasy, draghi, nani ed elfi, cavalieri ed eroi. Young adult.

 12,90

Categoria:

L'autore

Diego Romeo

Diego Romeo

Gestisce appalti pubblici presso l’Università degli Studi Roma Tre. Dal 1994 è parte della Comunità di Sant’Egidio, per la quale si occupa di arte e disabilità, e di relazioni interreligiose. È membro del circolo culturale IPLAC ed è segretario del Premio letterario internazionale “Viva gli Anziani!”, di cui ha curato la pubblicazione Parole sulla vecchiaia (La Stella Cadente, 2015).

Con l’epopea fantasy Lande percorse ha vinto vari premi letterari: Albero andronico 2014; Concorso “Voci” di Abano Terme 2014; Albero andronico 2015; Premio alla cultura al Concorso “Voci” di Abano Terme 2015.

Di prossima uscita, il suo romanzo storico sul genocidio degli armeni, La melodia che salvo il popolo (David & Matthaus 2016).

 

Un impero millenario è in rovina, e lo scontro è inevitabile. L’impatto si rivela subito immane, le perdite incalcolabili. I capi non si sottraggono ai duelli, le battaglie diventano feroci. È la legge della Grande guerra.

Un’amara sorpresa è in agguato. Tutto sembra perduto, quando l’imperatore, i paladini e i generali soccombono.

Un viaggio inaspettato nel Mare astrale porterà il maestro e Karl su Hyachinto, alla ricerca dell’unico negromante che ha scoperto il segreto della vita eterna, con la vana speranza di chiedergli l’impossibile.

Sullo sfondo, viaggi in dimensioni parallele e intrighi dei servitori del male, con maghi, elfi e nani in cerca di un riscatto.

11 recensioni per Lande percorse. La grande guerra

  1. 4 di 5

    :

    E’ difficile trovare un’opera fantasy analoga nel nostro attuale panorama letterario, dominato da storie spesso troppo incentrate su giovani, problematici ribelli.
    L’opera di questo autore al contrario costruisce complesse vicende che coinvolgono una massa di personaggi variegata:
    si va dai paladini, attraverso i quali seguiamo la maggior parte della trama, ai semplici coscritti “malvaggi”, con un’attenzione quasi antropologica per le loro motivazioni e le loro vicessituidini.
    Questo senza che il romanzo risulti pesante o troppo sofisticato:
    le battaglie, come le scene di vita quotidiana, sono calate in un mondo dettagliato, credibile, quasi verosimile per quanto lo possa essere un luogo abitato da umani, draghi, orchi e demoni.
    Vi è perfino una spiegazione affiscinante e dettagliata delle teologia di questo universo, comune a tutte le razze e le fazioni, ma tragicamente interpretata in modo diametralmente opposto.
    Un problema ben noto anche alla nostra realtà….
    Un’opera trasversale, adatta al pubblico giovanile quanto a quello adulto, che si presta a diverse chiavi di lettura.
    Lo consiglio a tutti coloro amino i racconti fantasy che vadano oltre magie mirabolanti e paladini senza macchia.

  2. 4 di 5

    :

    Un bellissimo epic fantasy con tutti gli elementi e le razze di questo filone. Molto interessante il ruolo dei nani e della loro tecnologia e della storia d’amore fra il mezz’orco Creg e il cavaliere Krina.
    Un’altra cosa che mi ha molto colpito è stato come l’autore ha descritto l’ambientazione da lui creata. Partendo da una dettagliatissima cartina e inserendo nel libro molti spunti esplicativi, così come ha descritto molto bene, a mio avviso, il mare astrale e i Piani esterni.
    Insomma un fantasy come non se ne vedevano da tempo.
    Unico rammarico è che dovrò aspettare qualche mese per leggere il seguito.

  3. 5 di 5

    :

    All’inizio magari ci si deve orientare un poco per immergersi nella massa magmatica del flusso narrativo, ma dopo un iniziale assestamento il continuo cambio di scenari, motivazioni, aneddoti e cornici letterarie stimola la fantasia. O meglio la visualizzazione di un universo parallelo, granitico ed analitico, oltre i triti salamelecchi del genere che per non farsi mancare niente ed accreditarsi agli occhi del lettore magari tende ad affastellare situazioni e caratteri di repertorio. C’è tanto del consueto anche qui, intendiamoci: ma francamente si trova molto di più in un terreno vergine, inesplorato, fatto di tanto verosimile storico, con un certo controllo espositivo. Non basta infatti un diluvio di dati, dettagli, nomi e genealogie se non inquadrato in una galassia ben strutturata. Quindi battaglie, sfide, prove, duelli e tutto l’armamentario magico-cavalleresco, ma con tanto che ancora non si era azzardato. E vale bene il plauso al merito dell’autore!

  4. 5 di 5

    :

    Non potevamo che aspettarci questo dopo il brillante esordio di Diego Romeo con “Racconti delle Lande Percorse – Come nasce un cavaliere”. Con il primo libro, dopo aver stuzzicato la fantasia del lettore riportando alla mente, almeno nel mio caso, le serate/nottate in cui giovani menti trascorrevano il tempo ad inventare storie di cavalieri e draghi, di elfi ed orchi, spesso dando vita a veri e propri personaggi che poi però non hanno trovato altra sorte se non quella di finire dispersi in un felice ricordo; ecco l’autore proseguire, con bravura e stile, nel suo progetto, senza perdere la sua vera autenticità ed il suo più grande pregio: quello di restare fedele alla tradizione del fantasy svelando però che è possibile essere originali. E’ proprio questo connubio fra tradizione ed innovazione, tra memoria e voglia di stupire senza mai eccedere nell’assurdo, che guida il lettore, libero di sognare, in un viaggio emozionante che si fa metafora di un mondo in cui c’è sempre qualcuno che non smette di sperare nella luce dell’alba anche dopo la notte più nera.

  5. 4 di 5

    :

    Di questo romanzo colpiscono in modo particolare la capacità dell’autore di descrivere sin nei minimi particolari fatti, personaggi e territori e la sua cultura personale retaggio degli studi in Lettere e Filosofia.
    Lo consiglio a tutti i lettori che hanno amato “Il signore degli anelli”, perché non ha niente da invidiargli. E’ un romanzo ricco di personaggi ai quali non viene risparmiata una minuziosa descrizione (protagonisti, comprimari, antagonisti e comparse) fisica e caratteriale.
    Diego Romeo ha il dono di raccontare con dovizia di particolari anche un paesaggio, una situazione atmosferica.
    La rappresentazione del Multiverso e la sua costituzione meriterebbero un disegno esplicativo (quasi come i disegni sull’Inferno ed il Purgatorio di Dante Alighieri, per capirci) per quanto essi risultano reali pur nella fantastica idea dell’autore.
    Le descrizioni dettagliate circa l’evoluzione dell’Universo e del multiverso denotano la profonda preparazione biblica e teologica dello scrittore.
    Leggendo questo libro non si può fare a meno di affezionarsi ai vari personaggi, tanto da desiderare un romanzo a parte per ciascuno di loro per vedere “come va a finire” la loro storia personale.
    Non mancano momenti commoventi, ma anche quelli divertenti. Il linguaggio che Romeo ha scelto è moderno, i dialoghi veloci , per cui anche i ragazzi si possono accostare all’opera senza timore di annoiarsi. Anzi, sicuramente c’è da imparare qualcosa.
    L’opera porta anche i lettori più maturi a riflessioni profonde sui vari comportamenti umani, su come è strutturata la società, le scelte politiche che possono portare alle guerre.
    Insomma, si inizia a leggere pensando di scorrere un fantasy, si termina con la consapevolezza di avere fatto un tuffo nei più profondi quesiti esistenziali e politici umani.
    Lo consiglio.

  6. 5 di 5

    :

    Ho letto i libri usciti fino ad ora di auesta saga e mi hanno molto appassionato, sono libri scorrevoli e che vengoni letti con piacere. Libri che non hanno età, possono essere letti da bambini, giovani e adulti.
    Consiglio questa saga a chi è appassionato di Fantasy come me.

  7. 5 di 5

    :

    La penna di Diego Romeo è lieve anche quando descrive demoni e orchi, incisiva nell’intreccio di magico di personaggi così ricchi di sentimenti che l’empatia sboccia a ogni pagina, a ogni vivida descrizione di lotte e di incanti. Regine che spariscono in un soffio, fattucchiere maliziose, Cavalieri, Elfi, Nani, Goblin e Giganti “tutti uguali di fronte alla morte, tutti uguali sotto le coltri delle tenebre”. Tuttavia, anche sotto una coltre così cupa, non si può fare a meno di cogliere il brillare dell’anima intensa dei protagonisti, il cuore di chi percorre il cammino delle Lande Percorse portando, come stendardo, un messaggio di amore luminoso.

  8. 4 di 5

    :

    Nel nuovo libro i piccoli difetti che avevamo evidenziato per il primo sono scomparsi. La pedanteria e l’uso un pochino eccessivo di aggettivi appaiono svaniti.
    Diego Romeo ha acquisito quello che noi avevamo intravisto nella sua scrittura: la capacità di raccontare una storia non semplice prendendo il lettore per mano e portandolo all’interno delle vicende senza farlo sentire spaesato.

    Ma veniamo ai contenuti del romanzo.

    La Grande Guerra ha come elemento principale il conflitto che si genera nel primo capitolo, fra le forze della luce e quelle oscure. Sebbene la trama si concentri su questo episodio, l’autore regala al lettore anche diverse spiegazioni di come si sia giunti a questo punto delle vicende. Ci racconta come tutto ha avuto inizio e da quali forze. Non solo, Diego Romeo continua a presentarci i suoi personaggi che mantengono l’aspetto positivo con cui ci avevano conquistato all’inizio di questa saga.

    Questo volume è un susseguirsi di colpi di scena, intervallati a descrizioni del mondo, alle tradizioni, agli usi e costumi. Questo aspetto è uno dei più positivi dell’intera saga perché, se da un lato queste descrizioni fanno correre il rischio di far perdere l’attenzione al lettore (cosa che non accade), dall’altro ci permette di sentirci partecipi del mondo che l’autore ha deciso di creare a beneficio dei lettori. Non appare più come qualcosa di astratto e fantasioso, ma come un mondo reale dove il lettore si troverà catapultato per patteggiare per una o l’altra fazione, per seguire Hurik e Karl nelle loro vicende, per arrabbiarsi, soffrire e gioire per gli eventi che ci verranno narrati.

    Non ci resta che attendere l’epilogo di questa saga e consigliare a voi di leggerla!

  9. 5 di 5

    :

    Capaci di regalare un meraviglioso sogno ad occhi aperti a chi li legge, per il ritmo narrativo incalzante e descrittivo utilizzato, i romanzi dello scrittore Diego Romeo sono adatti sia ad un pubblico adulto che ad un pubblico più giovanile, merito soprattutto del genere letterario scelto, dell’ambientazione della trama e dal linguaggio ricercato ma allo stesso tempo semplice e chiaro utilizzato con sapienza dall’autore.
    In questo capitolo della saga dell’autore la trama poi si fa ancora più avvincente con la descrizione dell’eterna lotta tra luce e buio, questo dualismo da sempre narrato tra bene e male, bontà e cattiveria, bianco e nero. Ma dal mondo descritto da Diego Romeo si innalza un interrogativo difficile da non sentire: “Cos’è che porta il mondo ad autodistruggersi con guerre e conflitti nel mondo moderno?” E’ anche questo che si può trovare tra le righe, con tutti gli annessi e i connessi, e Diego Romeo lo sa ma lo regala a pochi, solo a quelli che lo sanno comprendere e che sanno andare oltre la trama. Un ottimo libro mai banale nato dalla penna dell’autore per far viaggiare nella fantasia e, soprattutto, per riflettere. Lo consiglio vivamente.

  10. 4 di 5

    :

    Attenzione spoiler!

    Ho letto il primo libro, “La grande guerra”, mi è veramente piaciuto. Una cosa mi ha stupito in particolare: il linguaggio che hai usato. È puntuale, preciso ed alcune volte anche ricercato; le descrizioni sono molto dettagliate grazie a quelle due o tre parole che usi, dense di significato. Mi ha fatto riscoprire parole ormai dimenticate.

    Complimenti davvero per il romanzo. Mi aspettavo una classica storia high fantasy, con personaggi poco caratterizzati, ed invece mi ha sorpreso. Ho dovuto superare lo scoglio iniziale, perché getti subito il lettore in mezzo all’azione, spiegando mano mano. Ho apprezzato moltissimo le specie di introduzioni ad ogni capitolo: ho ritrovato in queste elementi del Silmarillion (J.R.R. Tolkien) e della Divina Commedia, mi hanno fatto veramente piacere.

    Ho apprezzato la struttura a mosaico del libro. Questa è la prima volta che la provavo, è differente rispetto a quella delle “Cronache del Ghiaccio de del Fuoco” (alias Trono di Spade) di Martin; in quest’ultima i punti di vista sono suddivisi in capitoli, chiamati con il nome del personaggio. Invece qui c’è solo un asterisco: ebbene funziona, nei primi righi si riesce subito a capire di chi sia il punto di vista. La narrazione, a differenza della saga di Martin, è lineare, il che mi ha risparmiato scervellamenti dovuti allo “sfuso orario”. Semplice ma efficace.

    Posso anche confessare il mio personaggio preferito: Abraxas. Mi piace molto la figura del “cattivo” che segue il Codice del cavaliere (trall’altro ho trovato le appendici molto interessanti, anche se un po’ pesanti, sopratutto la parte che riguardava il codice). Un po’ contrappongo Abraxas con Azazel, entrambi della schiera del male, perché uno segue delle regole di onore, mentre il secondo è guidato puramente dall’odio. Sono curioso di vedere come va avanti la psicologia del personaggio di Abraxas, per un certo senso mi impersono. Mi ha stupito molto Creg, convertitosi al bene; imprigionò addirittura Morte, un suo ex-collega. Insomma, mi sono interessato più ai personaggi maligni che benigni. Purtroppo non ho trovato affinità con quest’ultimi, se non forse per Michele, Hurik e Karin. Non vedo l’ora di proseguire col secondo libro!

    Parlando di qualche lato negativo, trovo un po’ insensato il tradimento iniziale del regno del Nord. Il re, Faring (ormai ex), non aveva realmente alcun motivo a tradire il sommo Drago. Noto lievemente una forzatura nel suo gesto; suppongo verrà spiegata nei prossimi libri (qualcosa mi fa pensare che centri il ciambellano). Un altro neo è la mappa: molte volte non è utile e non necessaria; secondo me andrebbe migliorata, migliorando prima di tutto la grafica ed evitando di posizionare i luoghi importanti al centro delle due pagine (non si legge nulla).

  11. 4 di 5

    :

    Un prodotto davvero eccezionale.
    Come amante del genere fantasy, posso assicurare che quello che ci serviva era un tocco di classico. Un qualcosa che si allacci al folclore del XX e XXI secolo. Purtroppo però pecca su qualche punto. Per quanto l’ambientazione sia ben organizzata e ben strutturata. Per quanto l’avventura ti coinvolga, in quelle pagine di ambientazione dove il lettore dovrebbe riuscire a comprendere molto di più di ciò che li circonda, si ritrova invece affogato da una sfilza di nomi complicatissimi da ricordare e pronunciare. al che la lettura diventa noiosa e pesante. Per il resto il prodotto vale. Tra poco comincerò il capitolo 2 della saga, sperando di trovare un prodotto sempre migliore.

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